Il tuo sorriso

Era una giornata soleggiata  che incuteva il buon umore ma per le vie della città sfrecciavano rumorosi ed imponenti i carri armati. Un susseguirsi di sirene, notizie confuse, la gente che correva a rintanarsi in casa. E spari,  molti spari. Eduardo e Juan si ritrovarono per caso rifugiati in un portone, i soldati correvano  per le strade. E’ un colpo di stato, non siamo al sicuro salviamo le nostre famiglie fu il loro primo pensiero e si diedero appuntamento per il giorno dopo al confine.  Quella fu l’ultima volta che si videro.  Eduardo si rifugiò in  europa  mentre Juan fu rinchiuso nelle prigioni segrete,  uno dei tanti desaparecidos. Ogni anno Eduardo incontra la moglie e i figli di Juan a Plaza de Maio e racconta sempre la stessa storia.” Si dice che quando fu catturato lo portarono nelle segrete della polizia dove fu torturato. Inginocchiato con le mani dietro la nuca, il volto coperto di sangue, il suo aguzzino di fronte a lui con la pistola in mano. Juan pensò a voi figli suoi e si estranio il pensiero era talmente forte che sorrise , nel preciso istante cui partì il colpo. Da quel giorno, tutte le notti, l’assassino si sogna la sua faccia sorridente”.  Vedete ragazzi,  il sorriso di vostro padre è stato più forte della morte, più incisivo di una pistola, prendetene esempio e ai vostri nemici regalate un sorriso.  Ma regalatelo anche ai vostri figli, tutti i giorni, perché possano sentirsi amati.

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